Fauna

rana agile

Entità Sud-Europea diffusa dalla Francia sino all'estremo nord della Spagna; a nord fino alla Danimarca e alla Svezia meridionale, nell'Europa centrale e nella Penisola Balcanica, in tutta Italia peninsulare e la Sicilia. Presenta un corpo relativamente slanciado, con muso appuntito. Macchia temporale ben marcata, con al centro un timpano grande ed evidente: inferiormente questa è delimitata da una netta banda sopralabile chiara che si prolunga fin sotto l'occhio e prosegue, più sfumata, verso la punta del muso. Se distesi in avanti lungo il tronco, gli arti posteriori raggiungono o superano la punta del muso con l'articolazione tibio-tarsica. Colorazione dorsale bruno-giallastra-rossastra, gola e parti inferiori biancastre, regione inguinale e femorale spesso giallastre. Lunghezza massima 9 cm; i maschi sono più piccoli con arti inferiori più robusti e provvisti, sul lato interno del primo dito di una callosità grigiastra. Larva con coda appuntita, cresta dorsale convessa, in parte estesa sul dorso, di colore bruno-giallastro con macchie dorate, lunga fino a 6cm. Vive in boschi e boscaglie, anche xerofili, radure, campi e prati umidi: tra le nostre rane è la meno legata all'acqua, che frequenta solo nel periodo riproduttivo (per lo più pozze e stagni, ma anche ruscelli a lento corso). Si adatta molto bene agli habitat terricoli, in cui si muove con lunghi e agili salti, non è però altrettanto abile nel nuoto; Assai resistente al freddo, la si vede spesso in attività anche in inverno. Specie monotipica. Diffusa sull'intero territorio ma in modo discontinuo, rara nelle aree fortemente antropizzate. Nella distribuzione per fasce altitudinali presenta una frequenza decrescente all'aumentare delle altitudini, raggiungendo la quota massima a 1667 m. Predilige gli ambienti forestali e nel periodo riproduttivo è frequente in corsi d'acqua, pozze e sorgenti.

Nome scientifico Rana dalmatina
Cibo Si nutre esclusivamente di ragni, insetti e vermi che cattura per mezzo della lingua vischiosa.
Riproduzione La fregola ha inizio talora già a febbraio, di norma tra marzo e aprile. Le ovature sono masse gelatinose sferoidali delle dimensioni di un pugno, vengono ancorate alla vegetazione o a rami sommersi, oppure lasciate galleggiare in superficie; la metamorfosi delle larve ha luogo a 2-3 mesi dalla schiusa.
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