Comune di Castiglione del Genovesi
Sentiero delle Neviere del monte MONNA
Benvenuti sul
Sentiero delle Neviere del Monte Monna, un percorso che unisce
natura, storia e tradizioni nel cuore dei Monti Picentini.
Qui, tra boschi di castagno e faggio, radure profumate di ginestre e panorami che si aprono fino al Golfo di
Salerno e al Vesuvio, ogni passo diventa scoperta.
L'opera, realizzata dall'amministrazione comunale del Comune di Castiglione del Genovesi guidata dal sindaco Carmine Siano e finanziata dalla Regione Campania a valere dei
fondi POR 2014-2020, nasce con l’obiettivo di rendere questo luogo
ancora più accessibile e fruibile, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza immersiva
nel paesaggio e nella memoria del territorio. I sentieri, recuperati e messi in sicurezza, si snodano tra
tratti dolci e accessibili a tutti e percorsi più impegnativi per gli amanti del trekking, in collegamento
con la rete CAI.
Camminando lungo il sentiero si incontrano le antiche neviere, profonde fosse scavate nel terreno dove, in
un tempo senza frigoriferi, si conservava la neve trasformata in ghiaccio, prezioso per mantenere freschi
cibi e bevande. Accanto ad esse, le tracce delle aie carbonili raccontano la fatica di chi produceva carbone
per alimentare il fabbisogno energetico delle comunità locali. Piccoli segni di un passato rurale che
rivivono oggi come tappe di un itinerario didattico e culturale.
Il Monte Monna non è solo natura e storia, ma anche biodiversità: falchi e poiane solcano i cieli, lepri e
altri mammiferi popolano i boschi, mentre fioriture stagionali colorano i prati e le radure. L’intera area
rientra nella rete Natura 2000, tutelata come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale,
a testimonianza del suo valore ecologico.
Alle pendici del monte, Castiglione del Genovesi accoglie i visitatori con il fascino del suo centro storico
e
i luoghi legati al filosofo Antonio Genovesi, cui il borgo deve il nome. Chiese, conventi e antiche abbazie
arricchiscono l’esperienza di chi sceglie di esplorare questo territorio, che sa intrecciare spiritualità,
cultura e paesaggio.
Il Sentiero delle Neviere del Monte Monna è quindi molto più di un cammino: è un viaggio nel tempo e nella
natura, un invito a rallentare, respirare e lasciarsi sorprendere da un ambiente che conserva ancora intatta
la sua autenticità.
Il comune
Comune collinare di origine medievale, ha per tradizione economia rurale ma possiede anche interessanti
potenzialità turistiche che si sono moltiplicate in seguito all'istituzione del Parco regionale dei Monti
Picentini. Il capoluogo comunale, che si distende in una conca e negli ultimi decenni ha ripreso ad
incrementare il suo patrimonio abitativo, ospita quasi tutta la comunità dei castiglionesi, il cui indice di
vecchiaia è nettamente inferiore alla media. Il profilo geometrico del territorio comunale deve la sua
irregolarità all'accentuata pendenza del monte Monna, che occupa la parte settentrionale del comprensorio;
tutt'intorno all'abitato dilagano i boschi di leccio e quercia e i pianori erbosi, che conferiscono al
paesaggio una serie di sfumature monocrome.
Storia
L'abitato, che deve il nome al fatto di essere stato la patria del filosofo ed economista Antonio Genovesi,
era noto in passato come Castiglione San Mango. Si trova citato per la prima volta in quattro pergamene
dell'archivio dell'abbazia di Cava de' Tirreni e non ebbe nel periodo medievale particolari vicissitudini da
ricordare. Nel 1669 apparteneva a Isabella Gesualdo, principessa di Venosa, e fino al XVIII secolo risulta
soggetto alla baronia di San Cipriano, dopodiché conobbe la signoria dei Doria. Uno degli eventi più
significativi della sua vicenda storica si è verificato in questo secolo quando, a seguito delle decisioni
adottate in materia di riorganizzazione territoriale dalle gerarchie fasciste, nell'anno 1929 fu privato
dell'autonomia amministrativa e aggregato al vicino comune di San Cipriano Picentino; alla fine della
seconda guerra mondiale, nell'anno 1946, ritornò comune autonomo. Più che dalle carte è dalle vestigia del
passato che è possibile ricostruire il percorso storico di questa comunità: fra i ruderi del santuario della
Madonna di Tubenna, infatti, sono visibili tracce di insediamenti di epoca preromana e paleocristiana. La
chiesa di San Michele Arcangelo conserva poi un monumentale campanile coronato a cuspide. Costretta per anni
a cercare altrove più allettanti prospettive di lavoro, attualmente la comunità ha attenuato la tendenza
all'emigrazione.
Economia
La silvicoltura, la zootecnia e l'agricoltura, che produce nocciole, castagne e olive, rappresentano il
fulcro delle attività economiche locali, per via della grande disponibilità di terreni da adibire ad uso
agricolo, pastorale e forestale; praticamente assente è il settore industriale mentre la rete commerciale,
sebbene poco sviluppata, è diversificata nell'offerta ed è stimolata dal nascente turismo ecologico. Benché
ancorata ad uno stile di vita tranquillo e legata alle tradizioni, la comunità dei castiglionesi ha
cominciato a sviluppare una certa apertura al nuovo e una discreta sensibilità per i problemi sociali: ne
sono testimonianza la presenza e il funzionamento di un centro di accoglienza e di un orfanotrofio, al
servizio di chi, più sfortunato, rischia di rimanere ai margini della società. Potendo contare sugli
ordinari uffici municipali e postali e sulle sole scuole per l'istruzione primaria di primo grado, in
assenza di strutture culturali, la vivacità intellettuale dei castiglionesi vede limitato il suo campo di
azione; carenti risultano anche le strutture ricettive nonché quelle sportive e per il tempo libero; la
presenza di una farmacia e di un servizio di vaccinazione assicurano l'assistenza sanitaria di base.
Relazioni
Al turista desideroso di ritrovare le giuste pause di riflessione e di ricerca, per poi affrontare con
rinnovata energia gli impegni quotidiani, il comune offre scorci naturali pittoreschi, vegetazione ombrosa,
innumerevoli specie faunistiche -alcune purtroppo decimate dalle doppiette- e incantevoli polle d'acqua e
sorgenti. A questo riguardo gli sforzi di chi è preposto alle scelte amministrative sono tutti indirizzati a
trovare un'intesa unica tra i comuni dell'area per la creazione di moderne infrastrutture che non rechino
offesa all'ambiente. Grande richiamo esercita la sagra tipicamente estiva della pera, tesa a far apprezzare
uno dei più interessanti prodotti agricoli locali. Il Patrono San Michele Arcangelo si festeggia il 29
settembre. Ha dato i natali al filosofo ed economista Antonio Genovesi (1712-1762), una delle menti più
brillanti del Settecento illuministico.
Antonio Genovesi
Il comune di Castiglione del Genovesi ha dato i natali ad Antonio Genovesi (1713-1769) che fu un economista,
filosofo e sacerdote, considerato tra i maggiori illuministi italiani. Nel 1754 ottenne all’Università di
Napoli la prima cattedra di Economia in Europa, contribuendo a fondare questa disciplina come scienza
autonoma. Le sue Lezioni di commercio o sia d’economia civile influenzarono profondamente il pensiero
economico e politico del tempo. Promosse un’economia al servizio del bene comune, basata su giustizia,
lavoro e progresso civile. Grande sostenitore dell’istruzione e delle riforme sociali, favorì la diffusione
delle idee illuministiche nel Regno di Napoli. La sua eredità culturale lega indissolubilmente il nome di
Castiglione del Genovesi alla nascita dell’economia civile e al rinnovamento intellettuale italiano.
