Comune di Castiglione del Genovesi
tordo bottaccio
Il tordo bottaccio ha dimensioni medio-piccole, forme piuttosto slanciate, becco robusto, coda di media lunghezza e quadrata, tarsi lunghi. In entrambi i sessi il piumaggio è di colore brunastro-oliva nelle parti superiori e bianco-fulvo fittamente macchiato di scuro in quelle inferiori, copritrici inferiori delle ali bianco-fulve, coda bruno-rossastra, sottocoda bianco-crema, becco bruno scuro con base giallastra, zampe bruno-giallastre. In volo, visto da sotto, è riconoscibile per il petto fulvo-gialliccio con macchie scure, che si estendono anche sui fianchi, e il sott'ala è fulviccio. Dalla cesena si riconosce per le minori dimensioni, mentre per le dimensioni e le forme pressoché identiche è facilmente confondibile con il tordo sassello. Lunghezza cm 22-23, peso gr 62-90. I due sessi non presentano nessun dimorfismo sessuale e, pertanto, fatta eccezione per il canto, non è possibile distinguere, dal solo piumaggio, il maschio dalla femmina. Tranne che durante la migrazione, conduce vita solitaria o in coppia. Frequenta boschi ricchi di sottobosco, pianure alberate e cespugliate, vigneti, oliveti, macchia mediterranea, parchi e giardini. Specie spiccatamente migratrice nella massima parte dell'areale. Le popolazioni migratrici sono di passo da fine settembre a novembre e in febbraio-marzo; è in parte svernante. Durante il periodo di migrazione il tordo bottaccio si muove soltanto di prima mattina e sembra scomparire durante il giorno. In Italia è migratore e svernante molto diffuso nella gran parte della penisola e sulle isole, e nidificante regolare sui rilievi dell'intero arco alpino e dell'Appennino settentrionale e centrale, da quote medio-basse fino ad oltre 1.500 m. Di frequente viene confuso con il tordo sassello, della medesima tagla, dal quale si distingue per le diverse abitudini e anche per i colori più chiari nel sotto-ala, per i puntini neri distribuiti più omogeneamente e per la presenza (nel sassello) di un deciso sopracciglio chiaro. La specie si rinviene in formazioni boscose collinari e montane di conifere pure o miste a latifoglie, ove predilige i boschi freschi, giovani e folti, ricchi di sottobosco. In altri contesti lo si rinviene in boschi di latifoglie, frutteti, parchi e giardini urbani: recentemente la specie ha mostrato la tendenza a colonizzare anche aree di fondovalle, pedemontane e di pianura evitando formazioni troppo secche come, ad esempio, le pinete. Al di sotto dei 400 metri la presenza della specie è scarsa.
| Nome scientifico | Turdus philomelos |
| Cibo | Si ciba principalmente di insetti e loro larve, molluschi, ragni, lombrichi e frutta. |
| Riproduzione | Monogamo e territoriale; solitario tranne nel periodo di coppia. Come nel merlo è la femmina che costruisce il nido su alberi o all'interno di cespugli e depone tra aprile e agosto dalle 4 alle 5 uova che vengono incubate dalla femmina per 14-15 gg.; i piccoli lasciano il nido dopo due settimane. Si possono avere 2-3 covate l'anno. |