Comune di Castiglione del Genovesi
tritone crestato italiano
L'habitat terrestre per il tritone crestato italiano sono i prati, campi e boschi, non troppo lontani dal sito di riproduzione. Gli ambienti acquatici sono laghi di piccole dimensioni, stagni, pozze, risorgive, canali. Sono preferiti i siti con ricca vegetazione acquatica sommersa ed emergente. Sverna sotto le pietre, o interrato, e solo occasionalmente può svernare in acqua (Giacoma, 1988). La maturità sessuale viene raggiunta in genere al quarto anno di età. L'età massima riscontrata è stata di 18 anni. I principali predatori delle larve sono insetti acquatici come Coleotteri, Ditiscidi, Emitteri e Odonati. Molto pesante è poi la pressione esercitata dai Salmonidi introdotti dall'uomo. Le principali cause del declino di questa specie vanno ricercate nella progressiva riduzione degli habitat riproduttivi, dovute all'industrializzazione dell'agricoltura. Inoltre le introduzioni ittiche di Salmonidi, Alborelle e Cavedani hanno avuto effetti disastrosi sulle popolazioni di tritone crestato italiano. Distribuzione, abbondanza, conservazione Il tritone crestato italiano è una specie presente in Austria (provincie di Salisburgo e Vienna), Baviera meridionale, Slovenia, Croazia, Svizzera meridionale e Italia. In Italia è diffuso in tutta la penisola, nelle zone di bassa quota (in genere al di sotto dei 600 – 700 m. slm). E' assente da Corsica, Sicilia e Sardegna.
| Nome scientifico | Triturus carnifex |
| Cibo | Le larve sono predatrici di invertebrati acquatici di dimensioni medio-piccole e prediligono: cladoceri, copepodi, ostracodi, larve di effimere, di ditteri e di odonati. Negli adulti la dieta si sposta verso prede di dimensioni maggiori: insetti, molluschi e oligocheti. In alcuni casi gli adulti possono predare giovani e adulti di Triturus vulgaris, T. alpestris, T. italicus. |
| Riproduzione | A partire dalla fine di febbraio, non appena le condizioni meteorologiche lo consentono (alla fine di febbraio nelle stazioni maggiormente temperate, ad aprile in quelle a clima più rigido) gli animali (prima i maschi poi le femmine) raggiungono l'acqua, dove rimangono poi fino ad agosto. Qui le femmine depongono fino a 400 uova, attaccandole alla vegetazione o alle pietre del fondo. Le uova schiudono dopo un paio di settimane, lo sviluppo delle larve dura circa tre mesi. |